Progetto ACT - Accessible Theatre: In fondo agli occhi

Fondazione LIA e Fondazione TPE, con il sostegno di Fondazione CRT, sono liete di invitarvi alla messa in scena di In fondo agli occhi (direzione artistica di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari della Compagnia Berardi-Casolari) che si terrà sabato 7 novembre 2015 presso la Scuola Madre Mazzarello, via Cumiana 2, Torino.
 
In fondo agli occhi è una messa in scena a porte aperte realizzata nell’ambito del Progetto ACT – Accessible Theatre ideato da Fondazione LIA con la collaborazione di Fondazione TPE e il sostegno di Fondazione CRT. La direzione artistica è affidata alla Compagnia Berardi-Casolari a partire da un testo originale di Berardi-Casolari, In fondo agli occhi, che affronta la tematica della cecità come metafora di una condizione che ammorba il Paese e come malattia reale. Durante la performance, le persone non vedenti e ipovedenti che hanno partecipato ai laboratori e gli allievi attori vedenti sperimenteranno, giocheranno al teatro, realizzando una micro storia di umanità e poesia.
 
L’evento finale del laboratorio offrirà la possibilità al pubblico di sbirciare nell’intimità del lavoro teatrale per vedere il processo che conduce a uno spettacolo vero e proprio. Una breve performance nella quale, attraverso alcune tecniche di lavoro sull’attore, si indagherà il rapporto dell’attore con la scena, con gli altri attori, con lo spazio, la costruzione dell’immagine, l’ideazione, la realizzazione e la scrittura di un testo utile alla messinscena. Data la cecità di Gianfranco Berardi, lui e Gabriella Casolari si occupano dell’argomento nella vita e nella scena. Del suo incontro con LIA l’attore non vedente Gianfranco Berardi ha detto: “Per un attore leggere rappresenta un’attività fondamentale per la propria formazione e per la propria professione. L’incontro con LIA e con le nuove tecnologie mi ha aperto la possibilità di leggere quello che leggono tutti, con gli stessi tempi e le stesse modalità”.
 
La messa in scena è il risultato del progetto, che si è articolato in tre laboratori, il primo finalizzato alla formazione sulla lettura digitale accessibile (a cura di Fondazione LIA e di Alessio Lenzi), il secondo dedicato ai meccanismi di improvvisazione (a cura di Alberto Valente) e il terzo con l’obiettivo di mettere in scena un testo teatrale (a cura di Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari).