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InDesign. Abbiamo testato la nuova funzionalità di generazione automatica di descrizioni alternative delle immagini

Novità

InDesign ha recentemente introdotto una nuova funzionalità: l’IA generativa può ora essere utilizzata all’interno del software per creare automaticamente le descrizioni alternative delle immagini (o alt-text).

Gli alt-text sono brevi descrizioni testuali che hanno lo scopo di spiegare il contenuto visivo di un’immagine alle persone con disabilità visiva e rientrano tra i requisiti minimi delle linee guida di accessibilità (WCAG – SC 1.1.1 Contenuti non testuali).

Il nuovo strumento si inserisce nell’ecosistema di Generative AI, il servizio di Adobe già presente negli altri software della Creative Cloud, a cui l’utente accede utilizzando i crediti generativi inclusi nel proprio piano di abbonamento.

Abbiamo testato questa funzionalità per capirne limiti e potenzialità.

Limitazioni riscontrate in fase di pre-test

Al momento la funzionalità presenta alcune importanti limitazioni:

  • è disponibile solo nel software in lingua inglese, per cui tutte le descrizioni vengono generate in inglese, indipendentemente dalla lingua del testo;
  • è attiva di default, per cui per ogni immagine viene generata una descrizione alternativa, anche se non necessaria, riducendo così, in automatico, il credito generativo previsto dal piano di abbonamento senza che chi utilizza il software lo “spenda” intenzionalmente.

Ulteriori limitazioni

Trasparenza del meccanismo di generazione di alt-text

Adobe, nelle Content Analysis FAQ, specifica che il contenuto inserito nei software non viene utilizzato per addestrare modelli di intelligenza artificiale. Ma il meccanismo sottostante alla generazione degli alt-text rimane opaco: le immagini vengono elaborate localmente o inviate a server esterni? Con quali termini e condizioni? Per chi lavora con immagini riservate o soggette a diritti, sono domande che vale la pena porsi prima di adottare questa funzionalità.

Criticità per l’utente che utilizza il software

Quando si importa in InDesign un’immagine priva di alt-text, l’IA genera automaticamente una descrizione alternativa, segnalata dalla comparsa dell’icona Icona T nel margine inferiore della cornice.

A ogni descrizione auto-generata viene aggiunto il testo “AI generated content”, informazione che fornisce correttamente il modo in cui il contenuto è stato creato, ma che in un contesto con molte immagini può risultare ripetitiva per le persone che leggono con tecnologie assistive (si segnala che è possibile disattivarne l’aggiunta dal pannello Edit > Preferences > Generative AI).

Se, invece, si importa in InDesign un’immagine che ha già un alt-text, perché inserito manualmente dall’utente, l’icona Icona T inizialmente non compare. Tuttavia, se si apre il pannello Text Object Exportation per rivedere e/o modificare l’alt-text, questo provoca la comparsa dell’icona anche per l’immagine che aveva già una descrizione alternativa (in quanto sia l’alt-text auto-generato sia quello scritto manualmente ricadono nell’opzione Custom del menu Alt-text Source).

La mancanza di una distinzione può essere ovviamente un problema per chi lavora in InDesign: sarebbe molto più funzionale avere un’indicazione visiva rapida che permetta di distinguere le immagini con alt-text generati dall’IA da quelle che hanno invece una descrizione alternativa redatta da un umano.

Test e valutazione della qualità degli alt-text generati dall’IA di InDesign

Nel corso del tempo, gli algoritmi di riconoscimento di immagini sono stati ottimizzati in particolare per le fotografie. Questa tipologia di immagine, benché molto presente in alcune varietà di libri, non è però rappresentativa della complessità e della diversità delle immagini presenti in altri generi e settori dell’editoria, si pensi ai libri di scuola, ai manuali universitari, ai fumetti ecc. In un libro, infatti, oltre alle fotografie possiamo trovare immagini decorative, mappe geografiche, modelli esplicativi, grafici, strisce di fumetti e così via.

Per testare questa funzionalità abbiamo, perciò, selezionato tre tipologie diverse di immagini: una foto di un animale, un istogramma e un diagramma.

Screenshot del pannello Object Export Options in riferimento alla fotografia di un'iguana. L'alt-text è: A lizard is perched on a tree branch, looking at the camera. AI generated content.

Il testo alternativo qui presenta due errori:

  • l’animale descritto, in quanto non si tratta di una lucertola, bensì di un’iguana;
  • la posizione dell’animale, che non sta guardando in camera, bensì di fronte a sé.

 

Screenshot del pannello Object Export Options in riferimento a un istogramma che mostra la frequenza di lettura in base all'età delle persone che hanno risposto al sondaggio. L'alt-text è: A graph shows the reading frequency by age. AI generated content.

Nel caso di questo istogramma, il testo alternativo ne riporta il titolo ma non ne specifica la tipologia e soprattutto non ne descrive i dati presenti.

 

Screenshot del pannello Object Export Options in riferimento a un diagramma che mostra il flusso di lavoro di un libro dalla stesura alla vendita. L'alt-text è: A flowchart ilustrates the process of book development, induding writing, editing, refining, and printing. AI generated content.

Anche nel caso di questo diagramma, l’alt-text riporta solo alcune componenti trascurando intere fasi del flusso, pur trattandosi di un diagramma piuttosto semplice.

Come disattivare la funzionalità

Come già accennato, la generazione automatica delle descrizioni alternative è attiva di default per gli utenti il cui piano prevede l’implementazione dell’intelligenza artificiale. Per disattivarla è necessario cliccare su Edit > Preferences > Generative AI e deselezionare la prima opzione presente nel pannello.

Il lavoro di ricerca di LIA sulle immagini

Fondazione LIA ha un’elevata e pluriennale competenza in questo ambito: effettua ricerca sul tema sin dal 2019, prima della comparsa di molte generative AI, a partire dal progetto pilota “Automatizzare la descrizione alternativa delle immagini“.

Il lavoro di ricerca e sviluppo della Fondazione è poi proseguito con “ALT-GPT“. Questo progetto, realizzato nell’ambito del Dottorato di Ricerca di Interesse Nazionale in Scienze del Patrimonio Culturale attivato nel 2023 con l’Università di Roma Tor Vergata, analizza le potenzialità dell’intelligenza artificiale generativa multimodale nello sviluppo di metodologie scalabili per la produzione di alt-text.

In questo percorso di R&S si inserisce il contributo presentato da Caterina Morelli alla 18ª conferenza internazionale della Association for the Advancement of Assistive Technology in Europe (AAATE) 2025 e pubblicato negli atti di convegno da Springer, col titolo: Enhancing Accessibility in Publishing: Leveraging GAI for Effective Alt-Text Solutions. L’articolo esplora le modalità in cui la GenAI può supportare la produzione di alt-text in ambito editoriale, abilitando processi più efficienti e promettendo una riduzione dei costi di produzione, ma tenendo saldo l’approccio human-in-the-loop per garantire qualità e conformità degli alt-text ai requisiti di accessibilità.

Conclusioni

Realizzare descrizioni alternative corrette richiede competenze specifiche di accessibilità e capacità di contestualizzare le immagini di una specifica pubblicazione. L’intelligenza artificiale, allo stato attuale, non è in grado di valutare se l’informazione visiva è già presente nel testo circostante né di determinare quali informazioni aggiuntive sono necessarie a un lettore ipovedente o cieco.

La nuova funzionalità di generazione automatica delle descrizioni alternative in InDesign rappresenta un’innovazione interessante e promettente, ma al momento non riteniamo che sia impiegabile nello scenario dell’editoria digitale accessibile, dove precisione e contestualizzazione rimangono requisiti irrinunciabili.

Gli esempi riportati sopra, infatti, dimostrano che l’utilizzo di questo nuovo strumento non è ancora in grado di produrre descrizioni alternative di qualità sufficiente rispetto alla complessità delle immagini presenti nelle pubblicazioni editoriali. Per ora è fondamentale che il flusso di lavoro preveda, per le immagini semplici, l’opportuna revisione umana delle descrizioni generate automaticamente e, per le immagini complesse, la revisione o riscrittura delle descrizioni alternative da parte di professionisti editoriali competenti e/o esperti della materia.

 

Tra le attività di controllo qualità e certificazione degli e-book, Fondazione LIA fornisce anche un supporto nella revisione degli alt-text, affinché le immagini diventino parlanti anche a chi non può leggerle con gli occhi, e nell’inserimento dell’accessibilità nei flussi di lavoro, per arrivare a pubblicazioni “Born Accessible”.

Se sei interessato a sapere quale servizio si adatta meglio alle esigenze della tua azienda, scrivi una mail a segreteria@fondazionelia.org.