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Fotografia di due cubi con faccine sorridenti. Il cubo con la faccina sorridente è in evidenza. Fotografia di due cubi con faccine sorridenti. Il cubo con la faccina sorridente è in evidenza.
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European Accessibility Summer School. Intervista a Gregorio Pellegrino

Interviste

Logo della Accessibility Summer School

Il 26 e 27 giugno 2025 si è tenuta la prima European Accessibility Summer School: una due giorni a cui hanno partecipato professionisti della filiera editoriale ed esperti di accessibilità per discutere ed esplorare insieme temi centrali per l’accessibilità nel settore. L’evento è stato organizzato nel contesto di APACE, progetto internazionale coordinato da Fondazione LIA e finanziato dall’Unione Europea.

Non a caso l’evento si è svolto nei due giorni che hanno preceduto l’entrata in vigore dello European Accessibility Act (EAA), il 28 giugno. La legislazione è, infatti, solo l’inizio di un percorso più lungo che coinvolgerà l’intero settore editoriale.

Nel corso di due giorni di confronto intenso, il programma ha combinato best practice innovative con riflessioni critiche sulle sfide che rimangono e sulle soluzioni ancora da costruire.

Fotografia di of Gregorio Pellegrino, Elisa Molinari e Porter Anderson durante l'evento alla Summer School

Nobody Puts Accessibility in a Corner è uno tra i numerosi interventi e sessioni che hanno esplorato temi come la produzione, la distribuzione e il ruolo delle biblioteche e degli aggregatori. L’evento è stato condotto in forma di intervista dal vivo da Elisa Molinari, Project manager di APACE, a Gregorio Pellegrino, Chief Accessibility Officer di Fondazione LIA.

Pellegrino è co-editor di diversi documenti e linee guida sull’accessibilità, tra cui il W3C EPUB Accessibility 1.1, l’Accessibility Metadata Display Guide for Digital Publications 2.0 e l’EPUB Accessibility – EU Accessibility Act Mapping. È anche technical lead dell’Accessible EPUB from InDesign Expert Group del DAISY Consortium, gruppo che collabora con Adobe per migliorare l’accessibilità degli EPUB esportati da InDesign.

Proponiamo qui in forma scritta l’intervista completa.

L’intervista

Guardando indietro agli ultimi cinque anni, di quali risultati sei più orgoglioso?

Sono particolarmente orgoglioso del lavoro di cui sono co-editor, insieme ad altri esperti di accessibilità, in particolare di questi tre documenti: EPUB Accessibility 1.1, Metadata Display Guide 2.0 ed EPUB Accessibility – EU Accessibility Act Mapping [NdR. vedi link sopra], che dimostrano come lo sviluppo degli standard sia stato coordinato lungo l’intera filiera.

Come principio generale, uno dei risultati più importanti è stato lo sviluppo di un ecosistema coordinato lungo tutta la filiera editoriale. Le diverse realtà si sono unite per lavorare assieme e riuscire ad allineare le specifiche utili a tutti gli attori della filiera, dagli editori ai distributori, ai rivenditori e sistemi di lettura. Questo lavoro è stato fatto in tempo per la conformità all’EAA.

Un altro aspetto interessante, inoltre, è che l’innovazione nel settore editoriale è sempre più guidata dall’accessibilità, che non viene più considerata una questione secondaria.

Qual è la tua opinione sugli e-book fixed layout? Pensi che questo formato si sia guadagnato un posto nel mondo dell’editoria accessibile?

Al momento non esistono linee guida complete su come rendere gli EPUB fixed layout completamente accessibile.

Il formato al momento è intrinsecamente in conflitto con i requisiti chiave di accessibilità, in particolare il criterio di successo reflowable delle WCAG. Sebbene siano possibili best practice come l’uso di alt-text e l’ordine di lettura strutturato, queste non consentono di raggiungere la piena conformità.

Fondazione LIA ha realizzato uno dei primi e-book fixed layout “il più accessibile possibile”; si trattava di un progetto di ricerca e sviluppo per un editore italiano, Edizioni Sonda. Parallelamente, vedo alcuni esperimenti promettenti, come quelli di EDRLab, che stanno esplorando modi per generare versioni reflowable da EPUB con layout fisso ben strutturati. Anche se ci sono miglioramenti, siamo ancora in una fase iniziale e la sperimentazione è ancora in corso.

Cosa pensi che succederà nel mondo degli standard editoriali nei prossimi cinque anni?

Le EPUB 3.3 rappresentano un punto di culmine degli standard già pubblicati. Ora si lavora per le EPUB 3.4.

L’attenzione ora è rivolta alla standardizzazione delle best practice relative agli elementi comuni utilizzati negli e-book per una migliore esperienza utente e alla creazione di linee guida complete per i creatori di EPUB.

Gli standard sono importanti, ma nella pratica sono gli strumenti quelli su cui fanno affidamento gli utenti. Ci sono stati diversi sviluppi recenti anche su questo tema: potresti fornirci un aggiornamento sulle attività dell’Accessible EPUB from InDesign Expert Group?

L’InDesign Expert Group è un gruppo di esperti selezionati che include me stesso come technical lead, Richard Orme del DAISY Consortium, Jonas Lillqvist di Celia e Laura Brady di eBOUND Canada. Collaboriamo con a Adobe per il miglioramento in InDesign delle funzionalità di export degli e-book legate all’accessibilità.

Nel corso degli anni abbiamo assistito a un miglioramento del flusso di lavoro. Oggi è possibile esportare da InDesign EPUB accessibili di complessità semplice e media con un lavoro ridotto nella fase di post-esportazione. Ora il focus per i prossimi miglioramenti riguarda aspetti come le didascalie delle figure, un supporto completo per le tabelle e funzionalità avanzate come i ruoli DPUB ARIA per una semantica arricchita.

Un importante effetto collaterale del nostro lavoro è che i miglioramenti applicati sono ora abilitati di default nell’esportazione da InDesign. Ciò significa che chi crea EPUB utilizzando InDesign, anche se lo fa non concentrandosi specificamente sull’accessibilità, se utilizza il software in modo corretto e con le conoscenze adeguate, difatti produce comunque EPUB più accessibili.

In che modo la Accessibility Metadata Display Guide 2.0 ha cambiato il processo di fornitura di libri accessibili ai lettori?

Questa linea guida risponde a una semplice domanda: come possiamo rendere i metadati di accessibilità chiari e realmente utili ai lettori?

Con un gruppo di redattori, coordinato da Avneesh Singh del DAISY Consortium e comprendente Charles LaPierre (Benetech), Gautier Chomel (EDRLab ), George Kerscher (DAISY Consortium) e Christopher Saynor (EDItEUR), e grazie al feedback continuo della comunità, abbiamo redatto delle linee guida che funzionano sia con i metadati di accessibilità EPUB sia con lo standard ONIX e che possono aiutare le organizzazioni a fornire informazioni di accessibilità coerenti su tutte le piattaforme.

Due aspetti importanti devono essere sottolineati: si tratta di un lavoro incentrato sulla persona, basato sul feedback degli utenti finali (end users) raccolto da dei focus group, e si tratta di un sistema coerente tra più piattaforme. Ciò significa che se il proprietario di un e-book adotta le linee guida, una persona che cerca un e-book su piattaforme diverse troverà quasi le stesse informazioni sulla sua accessibilità.

Un grande risultato è rappresentato dall’adozione di queste linee guida da parte di importanti attori del settore dell’editoria digitale, come Amazon e Vitalsource. Ciò dimostra quanto sia importante per il settore un approccio sistemico e coordinato. Il catalogo LIA è una delle prime implementazioni concrete di questa visualizzazione dei metadati: tutti i titoli accessibili creati dagli editori italiani e certificati da LIA mostrano tutti i metadati in linea con le linee guida. Abbiamo anche creato una serie di icone per tutti i metadati e, per promuovere l’adozione coerente da parte di altre organizzazioni, le metteremo a disposizione delle parti interessate.

Dopo anni un po’ in secondo piano, ora l’accessibilità sta finalmente ottenendo l’attenzione che merita. Secondo te, qual è stato il momento clou di questo recente slancio? Quali aspetti invece rimangono ancora critici e qual è il lato negativo di questo nuovo interesse per l’accessibilità?

L’EAA ha chiaramente accelerato questo cambiamento. Ora vediamo aziende, anche al di fuori dell’editoria, che destinano dei fondi all’accessibilità: si tratta di un cambiamento impensabile anche solo cinque anni fa.

Il lato negativo si riflette in una serie di errori: si pensi per esempio alla confusione sui metadati, come nei casi in cui vengono assegnati ISBN identici agli EPUB e ai PDF (e quindi, gli stessi metadati di accessibilità) nonostante le caratteristiche di accessibilità siano molto diverse.

Un altro errore che abbiamo riscontrato spesso è quello per cui le aziende che decidono di iniziare un percorso di accessibilità, invece di basarsi su standard esistenti, tendono a “partire da zero”, reinventando soluzioni da zero. Molte realtà, poi, sono convinte che sia sufficiente basarsi solo su strumenti automatizzati per dichiarare la conformità all’accessibilità, anche se questi rilevano solo circa il 30% dei problemi di accessibilità: il problema di questo errore è che l’utente finale potrebbe acquistare e-book che dichiarano di essere accessibili pur non essendolo

Infine, la tendenza diffusa a cercare scorciatoie attraverso l’uso di overlay di accessibilità per siti web che promettono ancora, falsamente, la piena conformità. (Ecco un articolo di approfondimento sul perché gli overlay non sono una soluzione davvero accessibile).

Come stanno rispondendo le biblioteche a questo interesse generale verso l’accessibilità?

Le biblioteche stanno iniziando a lavorare seriamente con i metadati di accessibilità attraverso iniziative come l’IFLA Accessibility Working Group, di cui faccio parte. Stiamo cercando di capire come gestire i metadati di accessibilità negli standard dei metadati delle biblioteche. Tuttavia, l’integrazione dei metadati di accessibilità in sistemi come MARC rimane un ostacolo tecnico.

Inoltre, i bibliotecari non sono sempre pienamente consapevoli dello sforzo di accessibilità compiuto dagli editori. Nella maggior parte dei casi i bibliotecari non hanno accesso al file, il che impedisce loro di verificare i metadati di accessibilità degli editori.

E le app di lettura e il DRM?

Le app di lettura sono migliorate negli ultimi anni, grazie in gran parte alle iniziative guidate da DAISY (come quella di un sito che testa le soluzioni di lettura sistematicamente. Vedi la traduzione italiana di questo progetto). Comunque in molti casi la piena accessibilità deve ancora essere raggiunta.

In futuro l’attenzione si sposterà sulla creazione di funzionalità “complesse” che siano anche accessibili (come annotazioni, evidenziazioni, descrizioni estese, ecc.) e sull’arricchimento delle funzionalità “di base” (come la sintesi vocale) con capacità più sofisticate.

Anche l’ecosistema DRM ha subito dei cambiamenti. L’EAA ha dato un grande contributo, favorendo il passaggio da sistemi DRM restrittivi a soluzioni DRM compatibili con l’accessibilità come Readium LCP, la cui adozione è in aumento di anno in anno.

I lettori con disabilità visive sono stati al centro degli sforzi per l’accessibilità. Guardando alla situazione attuale, qual è il risultato più importante raggiunto e cosa manca ancora?

Sappiamo che grazie al lavoro che svolgiamo quotidianamente, i lettori con disabilità visiva possono studiare “come tutti gli altri”, possono navigare correttamente nelle piattaforme e nelle app, e questo ha un impatto reale sulla vita delle persone e per me è il risultato più importante.

In generale, la pietra miliare più importante sarà il completamento della transizione dai formati specializzati ai contenuti accessibili fin dalla loro creazione, a vantaggio di tutti gli utenti sin dall’inizio.

L’accessibilità è un cambiamento di paradigma per tutti e anche gli utenti finali devono essere coinvolti e informati dei cambiamenti e delle possibilità. Lo sforzo maggiore nei prossimi anni sarà quello di comunicare efficacemente agli utenti finali quali funzioni di accessibilità sono disponibili sia nelle applicazioni sia negli e-book, in modo che possano sfruttare appieno i contenuti mainstream che ora sono born-accessible.

Se avessi a disposizione un desiderio, cosa chiederesti?

Un sistema altamente intelligente in grado di automatizzare la taggatura semantica, l’ordine di lettura e l’elaborazione di layout complessi, oltre a garantire un controllo di qualità completamente automatizzato per gli e-book accessibili. Esisterà mai?

 

Questa intervista è stata condotta durante l’European Accessibility Summer School, organizzata nel contesto del progetto APACE, co-fondato dall’Unione Europea.

Logo di APACE, co-funded by the European Union